I Laboratori Artigiani di Pinuccio Marongiu nascono negli anni Settanta a Ilbono, in un vivace contesto di laboriosi artigiani e antichi mestieri.

I mobili e gli infissi del giovanissimo imprenditore si distinguono immediatamente per la ricerca del dettaglio inserito nella semplicità della linea, elegante e snella, scevra di ogni esotismo, non imita le mode del momento ma assimila in pieno il gusto per l’arte povera tipico della tradizione ogliastrina.

Nel volgere di pochi anni, la Falegnameria Meccanica diventa un punto di riferimento del settore, operando in tutta la Regione e creando un notevole indotto.

Alla fine degli anni Ottanta l’azienda ha però bisogno di nuovo respiro. Si evolvono lo stile, la tecnica, e cambiano il contesto e le ambizioni. Non bastano i numeri a placare una nuova coscienza, maturata forse nel rifiuto di adeguarsi a un mercato che spinge sempre più all’omologazione, e lavorando nelle più belle case e nelle più belle chiese del territorio.

La falegnameria, nucleo fondante e primordiale dei Laboratori, è oramai stretta.

Nel 1991 Pinuccio Marongiu si trasferisce a Tortolì, cuore e fermento della produzione Ogliastrina, che si affaccia sul mare con le spalle ben salde verso la montagna. L’unicità dell’Ogliastra, nei suoi vertiginosi panorami e dislivelli, sembra già suggerire le forme che ben presto prenderanno vita nella nuova sede.

L’idea, è totalizzante.

La materia prima è lo snodo, la svolta. Farla propria, andarla a prendere là dove nasce, dove da sempre è benedetta dal cielo. Con uno sguardo alle grandi segherie del Continente già tutto sembra più realistico ma niente facile.

Perchè si instauri un dialogo, perchè la parola prenda forma, è necessario che i luoghi, è necessario che gli echi ne amplifichino il suono e il significato. Nessun capannone è possibile.

I Laboratori sono campagna e macchia. Ancora distanti dalle case, dall’asfalto. Sono rialzati, e guardano il mare e –  anche loro – sembrano rotolare giù dai monti.

Tutto è silenzio. Ma vibra, già nell’irrefrenabile spinta di qualche energia misteriosa che anima il terreno.

I primi alberi, i muretti a secco, il pozzo. Ogni elemento comincia lento a disporsi e a raccontare la sua storia.

Poco distante dalla Sorgente dei Frati inizia a comporsi il quadro, dettato da rigorosi equilibri geometrici, che sanno di mistico, di religioso. Di sacrificio e di ostinazione. Le foreste dell’entroterra sembrano così lontane, eppure il richiamo di quel vento è naturale e implacabile. Abbandonare un indotto sicuro, una linea produttiva consolidata poteva sembrare una pazzia.

I primi Anni Novanta sono il sudore, la semina, sono la terra e la pelle arse dal sole e sono il temporale inatteso.

Poi ogni cosa si compone, si apre, e i Laboratori prendono forma. Le forme imponenti e fiere dei legni sardi ora viaggiano e si spostano e scendono verso il mare – anche loro – e risalgono.

Un vecchio mobile, il disegno leggero di una porta, le venature scelte. Le finestre che filtrano il tempo e i grandi portoni e i battacchi che battono.

E poi il ferro, la pietra. L’equilibrio. L’arte.

Quarant’anni dopo, i Laboratori Artigiani di Pinuccio Marongiu, sono ancora in costante movimento, hanno conosciuto la parola che qualche volta si è fatta anche poesia, e hanno reso più leggeri i rumori che qualche volta sono diventati musica e hanno ritmato il passo: fermo e deciso.

L’esperienza che si realizza e si somma in ogni nuovo manufatto.

Ogni giorno, facciamo la differenza.

 

 

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